L’AC e il Festival del Diritto

Anche quest’anno l’Azione Cattolica diocesana di Piacenza-Bobbia sarà presente al Festival del Diritto che si terrà a Piacenza. Innanzitutto, questa scelta è motivata dal fatto che come cristiani laici sentiamo di avere qualcosa da dire in riferimento al tema del Festival che quest’anno è intitolato “Futuro”. Ma c’è di più, riteniamo che le occasioni che la nostra città ci offrono per poter condividere idee, riflessioni e speranze devono essere colte e accolte come occasione di condivisione e testimonianza nei confronti di tanti fratelli e sorelle che vivono in questo angolo di mondo.

ROMA  21-09-2006 PALAZZO DELLA CEI  RELATORI DEL CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA 2006 PROF. DIOTALLEVIAnche quest’anno l’ospite che abbiamo invitato è una persona preparate e competente e piuttosto conosciuta, si tratta del prof. Luca Diotallevi. Il prof.  Luca Diotallevi (Terni, 1959) è professore di Sociologia all’Università di Roma Tre. Laureatosi a Roma (in filosofia presso “La Sapienza”) e ricevuto il PhD in sociologia (Università di Parma), ha studiato presso la Università di Bielefeld ed è stato senior fellow del Center for the Study of World Religions presso la Divinity School della Harvard University.

L’appuntamento è per venerdì 25 settembre, ore 12.00 a Palazzo Rota Pisaroni Salone d’Onore e il titolo dell’intervento sarà:  Quel che è Stato è stato. La globalizzazione oltre lo Stato e la Religione.

Da sempre la relazione tra religione cristiana e organizzazione civile non è mai stata neutra. Quale sarà il ruolo della religione nell’organizzazione futura della società? La dimensione religiosa rimarrà ristretta all’ambito individuale o avrà ancora una rilevanza pubblica? Quale contributo del cristianesimo, da sempre fenomeno urbano, per un futuro che sussisterà nelle città?

Ecco un assaggio dell’incontro tratto dall’ultimo libro di Luca Diotallevi (L’ordine imperfetto. Modernizzazione, Stato, secolarizzazione, Rubbettino, 2014).  “Nelle global cities (le mega città del futuro, ma già esistenti in alcune parti del mondo) si sta decidendo della nuova generazione di accoppiamenti strutturali di cui la religione sarà partner. Pochi? Tanti? Quali? Quale peso vi verrà riconosciuto alla religione? Ci saranno ancora spazi religiosi? Spazi utilizzabili ciascuno da una sola religione o spazi vuoti e multireligiosi come in alcuni aereoporti? O solo tempi individuali dedicati al consumo privato di religione? Che forma avrà l’eventuale spazio religioso? Avrà carattere pubblico? Sarà collegato a un calendario e quale parte di questo, eventualmente, sarà pubblica? Ci saranno ancora feste pubbliche? Che grado di di ritualità avranno?”

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