A.A. 2019-2020 – Il saluto della Pesidente

Sembra incredibile, ma siamo già all’inizio dell’ultimo anno del triennio associativo!

Un anno sempre un po’ strano per chi ha responsabilità associative, perché qualcuno si prepara a cedere il testimone, qualcun altro a rinnovare la propria disponibilità per un altro triennio. Nel frattempo la vita associativa nelle nostre parrocchie e nella nostra diocesi cerca di intrecciare l’ordinarietà del cammino con la straordinarietà del percorso assembleare. Ma cosa vuol dire questo?

Se parliamo di percorso assembleare non intendiamo la sola pianificazione dell’assemblea elettiva: intendiamo un cammino condiviso in cui tutta l’associazione compie dei passi precisi che la porteranno all’assemblea elettiva, ovvero all’evento ufficiale e formale in cui le scelte associative vengono fissate e in cui le responsabilità vengono affidate

Dei passi da compiere dicevamo… certamente molti di noi hanno già tanta esperienza di questo e il presidente parrocchiale probabilmente ha già avviato alcune azioni, ma anche il tema dell’anno ci aiuta in questo ed ecco che la straordinarietà del percorso assembleare si intreccia con la vita dei gruppi, con la proposta annuale.

La parola che ci accompagna in questo anno associativo è ABITARE:
“Abitare oggi, significa fare proprio l’atteggiamento della comunità cristiana così come viene descritto nella lettera a Diogneto; è incarnare quella condizione apparentemente contraddittoria di piena cittadinanza e di totale estraneità alle logiche del mondo, una condizione che diventa in sé presenza missionaria solo se è capace di contagiare con il piacere e la bellezza di credere insieme. Ecco perché l’abitare richiede l’avvio di un processo di riforma dei linguaggi dell’annuncio e così pure di quelle strutture che del dinamismo dell’evangelizzazione sono responsabili: per essere una compagnia coinvolgente e mai esclusiva, attenta al contesto senza riduzionismi e semplificazioni, misericordiosa ma non inerte alla banalità del male, in grado di rendere credibile con la vita l’amore incredibile del Vangelo. Abitare richiede infine il superamento del dualismo tra centri (i luoghi deputati alla pastorale) e periferie per un’Azione Cattolica che sappia costruire cultura nelle carceri, negli ospedali, nelle strade, nelle fabbriche, nei quartieri, in una permanente missione “corpo a corpo” . (Da “Orientamenti per il triennio 2017-2020)

Comprendere quale siano le “periferie da raggiungere e abitare” chiede un attento discernimento che può essere compiuto solo se si dedicano tempo ed energie a questo: è un processo che implica un cambiamento di marcia, il fermarsi e osservare, incontrare, mettersi in dialogo e trovare azioni possibili. Ecco allora che il cammino assembleare ci viene incontro in questo, perché è proprio l’occasione in cui l’associazione tutta si muove e compie delle scelte.

«È necessario che l’Azione Cattolica sia presente nel mondo politico, imprenditoriale, professionale, ma non perché ci si creda cristiani perfetti e formati, ma per servire meglio. È indispensabile che l’Azione Cattolica sia presente nelle carceri, negli ospedali, nelle strade, nelle baraccopoli, nelle fabbriche. Se così non sarà, sarà un’istituzione di esclusivisti che non dicono nulla a nessuno, neppure alla stessa Chiesa.
Voglio un’Azione Cattolica tra la gente, nella parrocchia, nella diocesi, nel paese, nel quartiere, nella famiglia, nello studio e nel lavoro, nella campagna, negli ambiti propri della vita. È in questi nuovi areopaghi che si prendono decisioni e si costruisce la cultura. […] Incoraggiate i vostri membri ad apprezzare la missione corpo a corpo casuale o a partire dall’azione missionaria della comunità». (Papa Francesco, 27 aprile 2017)

Cosa aspettiamo?

Non abbiamo paura di abbandonare qualche consuetudine, di accantonare qualche appuntamento ricorrente o di dire qualche no: questo tempo chiede a noi responsabili associativi un impegno di pensiero e di dedizione maggiore, per portare la nostra associazione là dove Papa Francesco ci indica!

La Presidente Diocesana
Ilaria Massera