A.A. 2018-2019 – Il saluto della Presidente

Nel cammino di questo triennio, che ha avuto inizio con la XVI Assemblea Nazionale e l’incontro con Papa Francesco per la celebrazione dei 150 anni di AC, siamo stati inizialmente invitati ad impegnarci a custodire la memoria della nostra storia di fedeltà a Dio e all’uomo, con un’opera di discernimento dell’essenziale della nostra vocazione ad essere autentici discepoli di Gesù.

In questo secondo anno del triennio associativo, desideriamo renderci disponibili a generare” ovvero «apprendere la virtù dell’incontro» (Vittorio Bachelet), accogliere l’invito a primerear (prendere l’iniziativa) e ad uscire fuori da sé per farsi prossimi […] e accompagnare i passaggi dell’esistenza di ciascuno curandone la vita spirituale.” […]

II anno “Di una cosa solo c’è bisogno” (Cf. Lc 10, 38-42)

La possibilità di generare non è immediatamente legata all’impegno affannato di Marta. Generiamo vite nuove, modi di vivere inediti ed affascinanti solo se siamo venuti in contatto, in un ascolto profondo ed obbediente, con la Parola di Colui che fa nuove tutte le cose.

Maria ci aiuta ad aver cura della nostra vita interiore; Marta ci ricorda che il sigillo di garanzia di una spiritualità non intimista sta nella capacità di accogliere e nella disponibilità al servizio.

Betania diventa così immagine dei gruppi, delle associazioni, delle comunità che accolgono amichevolmente, ascoltano profondamente, servono generosamente.”

(cit “Vi precede in Galilea: custodire, generare, abitare. Orientamenti per il triennio 2017-2010”)

Come associazione diocesana, abbiamo avviato lo scorso anno un percorso di discernimento in particolare con il Consiglio Diocesano, in cui ridirci l’essenzialità di un’esperienza associativa autentica e vitale, nella dimensione delle associazioni territoriali di base (parrocchiali, di unità pastorale…) in cui i nostri adulti, giovani e ragazzi vivono l’esperienza del discepolo in cammino.

Nell’anno che ci apprestiamo ad iniziare abbiamo così scelto di fare nostro in modo particolare l’invito a porre l’attenzione alla parrocchia, alle associazioni, ai gruppi che accompagnano la crescita dei laici di AC nella Chiesa e nel Mondo.

1. La cura della parrocchia. È impegno ad abitare le parrocchie e prenderci cura dei processi di trasformazione in atto, aiutarle a reinterpretarsi in senso missionario secondo la prospettiva dell’EG. Cura della parrocchia significa continuare ad accompagnare e sostenere con sempre più forza il servizio dei

presidenti parrocchiali perché siano capaci di tradurre le proposte associative in attenzione e accompagnamento della vita delle persone; cura della parrocchia significa valorizzare la dimensione intergenerazionale delle associazioni e crescere nella unitarietà.” (cit “Vi precede in Galilea: custodire, generare, abitare. Orientamenti per il triennio 2017-2010”)

In particolare 2 proposte traducono concretamente questa attenzione:

  • il Laboratorio di Formazione per responsabili associativi ed educatori/animatori dei gruppi Adulti, Giovani, Giovanissimi e ACR;

Un percorso in 6 incontri, rivolti sia a nuovi educatori che ad educatori e responsabili esperti dei 3 settori, per percorrere passo a passo le dimensioni essenziali del servizio a cui siamo chiamati e che scegliamo di prestare all’interno della Chiesa nella forma associativa.

  • La Presidenza e il Consiglio Diocesano incontreranno ogni associazione territoriale.

Vorremmo vivere in ogni realtà un incontro cordiale, che permetta di conoscersi e condividere la vita associativa. Ogni associazione verrà visitata da una delegazione di 3-4 consiglieri diocesani (tra cui un membro di presidenza) e verrà contattata per stabilire una data nel periodo ottobre 2018 – aprile 2019.

Da parte mia l’augurio di un anno associativo ricco e l’invito a non sentirsi mai solo “destinatari” di una proposta ma interlocutori attivi, che contribuiscono, replicano, interagiscono perché questa nostra AC sia sempre più esperienza popolare di corresponsabilità laicale.

La Presidente Diocesana
Ilaria Massera